SANITÀ CON DIGNITÀ
PUBBLICA, EFFICIENTE, VICINA

Nel paragone con la sanità lombarda, piegata dal Covid, il sistema veneto ha tenuto meglio.

In parte proprio per questo corriamo il rischio di una Regione che prosegua con le politiche adottate fino a facendosi forte del “tanto il sistema ha resistito”.

La realtà è che abbiamo affrontato la crisi grazie al grande lavoro di medici, infermieri e operatori socio-sanitari dediti anche oltre il proprio dovere, e l’abbiamo superata nella sua fase più delicata perché non si è (ancora) completato quel disegno di tagli e privatizzazione di molti servizi che in questi anni ha guidato le scelte della Regione, favorendo il proliferare delle strutture e delle cliniche private convenzionate.

Forse, dunque, non va tutto bene.

Liste d’attesa, servizi di prossimità che chiudono (dal C.S.M. di Schio, ai rischi per la senologia di Vicenza, all’ortopedia e cardiologia di Noventa, fino alle voci sulla soppressione dei primariati di Neurologia e Pneumologia di Bassano), medicine di gruppo integrate che non partono, ospedali di comunità usati come lungodegenze… e la lista potrebbe continuare. Bisogna porsi una domanda: la salute è un valore assoluto o conta solo per chi può permettersela? Dev’essere trattata come un costo oppure come un investimento?

La sanità che desidero per il Veneto è fatta di presenza capillare, di servizi competenti e  vicini al malato, una sanità che sia realmente per tutti.

È una rete densa ed efficace di presidi e specialità, che fa della rapidità e accessibilità di risposta, della cultura della prevenzione gli autentici fattori di eccellenza ed efficienza, anche economica, del sistema di cura.

I miei impegni per la Sanità del Veneto

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1. Invertire l’impostazione attuale e le storture della legge 19

Oggi se la struttura pubblica non può soddisfare in tempi corretti le richieste di esami o visite con ricetta, veniamo spediti al privato convenzionato. La mia proposta è: se il pubblico non ci garantisce risposta nei termini richiesti dal medico di famiglia e necessari a curarci, ci accompagni verso il privato accreditato sostenendo la spesa della prestazione. Un’inversione di marcia che in breve tempo dovrebbe spingere la sanità pubblica a rafforzarsi, ad assumere personale e riaprire servizi per non dover sostenere i costi del privato. Quelli che oggi paghiamo noi.

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2. Ripartire da un nuovo modello sanitario

Siamo in Veneto, terra che da anni chiede autonomia, e abbiamo una legge regionale in materia di sanità che, invece di avvicinare i servizi ai cittadini, accentra tutto nell’azienda zero. Se è vero che servono efficienza e razionalizzazione, ciò non può tradursi in “razionamento” delle risorse e dei servizi sul territorio, come purtroppo oggi succede. Il nuovo modello deve essere sostenibile economicamente, ma avere come obiettivo principale la riapertura dei distretti, la valorizzazione della medicina di famiglia, da collegare con un filo diretto alle specialità, la sperimentazione di figure quali l’infermiere di famiglia che  intensifichino un tessuto vicino alle persone. Non serve inventare nulla, prendiamo esperienze virtuose (Danimarca, Germania) e facciamone tesoro, rispettando il lavoro di quei professionisti che in questa emergenza ci hanno curati e che prima venivano dipinti come “casta” per poi diventare “eroi”.  Anche a loro va consegnato un disegno di sanità efficiente che dia gli strumenti per prendersi cura e valorizzi il merito.

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3. Ridiamo voce alle Conferenze dei Sindaci

Luoghi nei quali i primi cittadini possono portare il proprio fondamentale contributo, frutto dall’ascolto prestato da una posizione privilegiata perché vicina alle persone.  Le conferenze oggi sono state svuotate di poteri e prerogative, ridotte a occasioni nelle quali ascoltare le direzioni generali e votare il direttore. Manca una vera rete, una dinamica di confronto e uno spazio che permetta di proporre, segnalare, condividere. Non bastano i tavoli dei piani di zona, serve ridare forza e peso politico a questi organi.

Cosa ne pensi?

Hai altre idee che vorresti fossero rappresentate in consiglio regionale relative alla Sanità?
Inviami un tuo messaggio e valuterò come poterlo portare avanti.