IMPRESA E LAVORO
CRESCERE FACENDO RETE

Abbiamo inventato e reso reale, da soli, il nostro benessere: una regione che non si è mai stancata di produrre, migliorare, aprire mercati e conquistare posizioni.

Ma il mondo delle attività economiche del Veneto, e del vicentino, già dal 2019 ha accusato una situazione di stasi. I livelli di produttività e i dati di produzione e occupazione hanno evidenziato nello scorso anno una difficoltà di tenuta complessiva, con cali importanti anche nell’export.

Il modello di impresa veneto, fatto di molto protagonismo dell’impresa e scarso intervento della politica, ha oggi il fiato corto ed è forte la richiesta di un nuovo paradigma,

che veda dialogare attorno ad un tavolo per la progettazione e gestione del futuro economico del Veneto, parti sociali e forze sindacali, imprese e Associazioni, finanza locale, sistema commerciale e, ad ascoltare e coordinare con linee di sviluppo chiare e obiettivi di lungo respiro, la Regione. Va aperta questa strada plurale, con un focus sul rafforzamento dei diritti e delle tutele di chi lavora, in particolare quanto a sicurezza sui luoghi di lavoro.

Lo sviluppo prende forma con le persone e sulla persona, ma anche con le idee, l’innovazione (a partire da quella digitale) e adeguate competenze da spendere. Abbiamo occasioni da sfruttare, in Italia e in Europa, e abbiamo poli di ricerca eccellenti da integrare realmente con il tessuto produttivo. Serve un’attenzione particolare all’acquisizione e aggiornamento delle competenze, che non può prescindere da un rapporto scuola-azienda di stretta collaborazione.

Se nel 2019 in Veneto l’indice di ricambio della popolazione attiva era 133,8 (la popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l’indicatore è minore di 100), dobbiamo renderci conto della irrinunciabile necessità di investire nell’inserimento lavorativo dei più giovani e nel reskilling di chi affronta una transizione tecnologica ad una età avanzata.

I miei impegni per il Impresa e Lavoro nel Veneto

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1. Formazione, rapporto scuola-lavoro.

Serve un grande progetto condiviso, per riportare il Veneto a essere “locomotiva” – mantenendo e ampliando i livelli di export, ma anche ricostruendo nei territori le competenze diffuse che li rendano attrattivi per gli investimenti – e capofila in tecnologie e sistemi produttivi, per tornare protagonisti sui mercati internazionali. Lo sviluppo oggi non chiede più strade e capannoni, ma competenze e intelligenze, le infrastrutture necessarie sono quelle delle reti digitali e formative. In questo quadro, oltre a convocare e gestire un tavolo di concertazione, definendo le linee per lo sviluppo sostenibile e rinnovabile e individuando percorsi per gli investimenti pubblici e privati, in particolare in ambito della ricerca e dell’innovazione, il compito più urgente per la Regione è rivedere l’obsoleto sistema formativo per la formazione professionale (CFP) e sviluppare percorsi di esperienze scuola/lavoro che favoriscano l’inserimento in ambienti lavorativi caratterizzati da forti spinte innovative.

Preme inoltre una efficace riforma dei centri per l’impiego, da evolvere in promotori di politiche attive in collaborazione con le amministrazioni locali) e, con un mirato indirizzo dei fondi Europei, la costruzione di progetti individuali, collettivi e anche di azienda per il  reskilling (formazione continua) e lo skillwork (formazione in azienda), così da creare e sostenere le nuove professionalità richieste e la rioccupazione di che si troverà in situazioni di disoccupazione.

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2. Stanziamento di risorse strutturali per l’innovazione delle PMI

No ai bandi a click!
Dobbiamo permettere alle imprese di affrontare necessità quotidiane. I fondi europei sono il principali strumenti della Regione Veneto per sostenere lo sviluppo del nostro territorio. Nel 2014-2020 hanno portato oltre 2 miliardi di euro. Nella nuova programmazione, in cui le risorse saranno probabilmente di più, occorrerà puntare in primo luogo sulla digitalizzazione, sostenendo le iniziative che consentano la diffusione di linee internet ad alta velocità. Dovranno essere individuate modalità di incentivazione normativa e sostegno economico alle imprese, già danneggiate dalla crisi Covid, con finanziamenti mirati alla riconversione, alla ricerca anche in collaborazione con le Università, alla fusione e unione di imprese sottodimensionate e sottocapitalizzate, per reggere al mercato internazionale.
Nel 2021-2027, inoltre, bisognerà destinare almeno 100 milioni di euro per l’acquisto di macchinari, attrezzature e arredi per imprese manifatturiere e del commercio e altri 100 per migliorare l’efficienza energetica delle aziende, con particolare attenzione alle strutture ricettive e imprese produttrici. Un importante ruolo sarà riservato alle multiutility di servizi che dovranno restare venete e affiancare alla funzione originaria quella di centri di ricerca e sviluppo sul territorio.

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3. Riformare VenetoSviluppo e VenetoInnovazione

Fare sistema significa anche sfruttare le sinergie tra Fondi Europei e VenetoSviluppo.  La crisi economica e finanziaria legata alla pandemia ha reso ancor più evidente la necessità di una più efficace sinergia tra l’azione della finanziaria regionale e i fondi messi a disposizione dall’Unione, verso un reale sostegno delle imprese, in particolare piccole e medie, con strumenti finanziari moderni e innovativi, sfruttando a pieno le risorse europee del POR FESR, che oggi per problemi di assetto societario non possono venire veicolate attraverso VenetoSviluppo. Quest’ultima, in sintesi, deve aumentare operatività e capacità di intervento a sostegno delle imprese venete. Cogliendo le stesse occasioni, anche VenetoInnovazione, la società regionale “in house” nata per promuovere “la ricerca applicata, l’innovazione e il trasferimento tecnologico” deve diventare centro dinamico di snodo tra il mondo della ricerca e quello delle imprese, i cui fabbisogni di innovazione oggi non vengono individuati, elaborati e veicolati ai poli di innovazione per una risposta. Stiamo perdendo posizioni in Europa e anche in Italia rispetto alle regioni che he hanno investito risorse individuando le traiettorie di sviluppo più efficaci per il proprio tessuto produttivo. VenetoInnovazione dovrà favorire il contatto tra il sistema produttivo, i laboratori di ricerca industriale e i centri per l’innovazione pubblici e privati, valorizzare le competenze di ricercatori all’interno delle imprese, proteggere e valorizzare la proprietà intellettuale, trovare partner per sviluppare progetti di ricerca, e infine, finanziare la ricerca e l’innovazione, in particolare nelle imprese.

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