UN VENETO DI OPPORTUNITÀ
DAL PUNTO DI VISTA FEMMINILE

Poter coltivare una passione politica, il desiderio di una prospettiva lavorativa soddisfacente, l’importanza di conciliare vita familiare e lavoro, sono tutte conquiste che ancora oggi si raggiungono (se si raggiungono) affrontando ostacoli, pregiudizi, discriminazioni.

Dare voce all’esperienza, al contributo e agli obiettivi delle donne impegnate nell’associazionismo, nella tutela dei diritti, nella promozione di valori di cura e di crescita familiare è una battaglia che non riguarda solo le donne ma il modo di agire di una società.

Dopo anni di amministrazione in opposizione e, successivamente, come prima donna Sindaco a trent’anni, della mia comunità, ho compreso quanto sia essenziale dedicare pensieri e azioni mirati alla promozione e valorizzazione dei diritti delle donne.

Dalla consapevolezza della responsabilità di cura che grava sul femminile, deve muovere una politica che apra servizi, spazi, investa risorse nella qualità di vita delle donne vicentine e venete. Capace di riconoscere la fragilità alla base di relazioni violente e supportare con mezzi efficaci (es. reddito e corsia preferenziale nell’assegnazione degli alloggi popolari) e con una programmazione puntuale, che parta dal lavoro dei centri antiviolenza, la fatica di denunciare e il tentativo di ricostruzione e riscatto delle donne maltrattate.

Avere il coraggio di acquisire potere e metterlo a servizio di una coesione sociale ed economica generative, diventa obiettivo chiave verso il quale orientare un impegno che parta dalle piccole realtà locali e trovi sintesi a livello di politiche regionali.

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