CUSTODIRE AMBIENTE E TERRITORIO.
VITA, MOBILITÀ, OPERE SOSTENIBILI

Come mi sposto,
come produco,
come vivo.

Montagne e colli, boschi, campagna e acque, ma anche città e paesi. L’ambiente è  cornice e linfa del benessere nostro e delle altre forme di vita che lo popolano. Custodirne la vitalità, programmare con esso rapporti sostenibili ed equilibrati sono i migliori investimenti collettivi per il futuro. Urbanistica dolce, grandi e piccole opere necessarie ma da attuare secondo un approccio corretto, salubrità dei corsi e delle fonti d’acqua, conservazione dell’equilibrio idrogeologico sono i temi più urgenti. È la nostra terra, ma anche lo scenario che offriamo ai nostri preziosi ospiti.

I miei impegni per l'ambiente in Veneto

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1. Un Veneto rinnovabile

Serve un deciso cambio di rotta per quanto riguarda le emissioni climalteranti. Non ci si può limitare a “rincorrere l’emergenza” continuamente: servono azioni strutturali, coordinate tra loro e tra assessorati regionali (urbanistica, agricoltura, trasporti, sviluppo economico), che diano risorse anno dopo anno per modificare il modo di vivere, insostenibile, che c’è oggi.

Il Veneto è uno dei territori più inquinati d’Europa, per quanto riguarda le principali matrici ambientali: aria, acqua (vedi la vicenda Pfas, ma non solo), suolo (con molte bonifiche che languono e migliaia di metri quadri di eternit – ad esempio – ancora sui tetti).

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2. Il nodo mobilità

La Regione oggi non crede nel trasporto pubblico, se guardiamo alle risorse messe a disposizione. Il Covid19 ha imposto invece scelte nuove, coraggiose e rapide, anche per quanto riguarda l’organizzazione dei tempi di vita e di lavoro (basti pensare a cosa accadrà al tema del trasporto scolastico da settembre, che difficilmente potrà tornare ad essere come prima della pandemia).

Serve quindi un potenziamento ed una integrazione del trasporto pubblico su ferro e su gomma, che eviti non solo gli assembramenti, ma anche quei fenomeni di sovraffollamento a cui da anni eravamo abituati. Ed è necessario investire in una rete ampia di ciclabili, che consentano collegamenti sicuri e rapidi tra i maggiori centri urbani ed i comuni limitrofi, dando la possibilità agli studenti ed ai pendolari di muoversi in maniera diversa e creando le opportunità per lo sviluppo del cicloturismo, settore in forte crescita e che può avere importanti ricadute economiche e lavorative per tutta la Regione.

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3. Meno nuove case, più case nuove

La legge urbanistica regionale risale al 2004, con successivi interventi (l’ultimo è del 2019, “Veneto 2050”) si è cercato di adattarla ai tempi mutati.

Oggi è necessario mettere dei punti imprescindibili:

  • stop totale al consumo di suolo, adottando una nuova legge che protegga realmente il territorio da una costruzione indiscriminata e correggendo le storture del “Piano Casa”, dal quale derivano molti dei nuovi grandi supermercati che stanno sorgendo
  • stop alle costruzioni in luoghi “fragili”, come si faceva nelle aree soggette ad esondazione, che poi hanno ripercussioni gravissime anche a fronte di fenomeni metereologici brevi e intensi
  • via libera a tutto ciò che è riqualificazione dell’esistente, in particolare al patrimonio industriale-produttivo dismesso

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